Il fantasy: cosa ne pensano i ragazzi
Ho deciso di parlarvi cari lettori dei libri di genere Fantasy, come Lo Hobbit, per fare ciò ho intervistato una decina di miei compagni di terza media e otto ragazzi di seconda media.
Il risultato di queste brevi interviste ha prodotto pareri contrastanti.
Quelli di terza media a distanza di due anni dalla lettura del libro hanno affermato in gran maggioranza di non avere apprezzato molto la lettura del fantasy, definendolo un genere noioso, e le frange più “estremiste” lo hanno forse ingiustamente etichettato come penoso e infantile.
Contrari a ciò sono gli intervistati di seconda i quali hanno apprezzato il libro, dicendo che è avventuroso, avvincente e capace di destare l’immedesimazione del lettore. Quasi terze e seconde vivessero su due pianeti diversi.
A chi dare ascolto? Alle più esperte terze che nel frattempo hanno avuto modo di apprezzare altre letture come Ungaretti e Stevenson, o ai secondini che hanno una visione più recente e sono ancora immersi in racconti di avventura?
Bene a questo punto desidero esprimere il mio giudizio: il realistico non è meglio del fantasy, e il fantasy non è meglio del realistico.
Non si deve cadere nel luogo comune che il fantasy parli solo di favolette per bambini, perché scrittori come Tolkien e Lewis sono partiti nella scrittura del loro libro per comunicare qualcosa, parlano della realtà a modo loro, in senso metaforico.
Tutto sta nella sensibilità del lettore, c’è chi preferisce guardare la realtà partendo dal fantasy, e poi magari chi è più concreto, e preferisce avere davanti la realtà nuda e cruda, perché come me, fa più fatica a cogliere ciò che c’è dietro il fantasy: sono due scuole di pensiero differenti con una sola finalità: la realtà attraverso la scrittura.
Bernardo Cedone