Urbanistica medievale

La struttura urbanistica delle città evolve nel tempo. Dopo aver parlato nella prima puntata della struttura delle città greche e romane, ora ci addentriamo nel periodo medievale, parlando della città-castello di epoca feudale.

L’incastellamento

Tra il secolo IX e il secolo XI d.C., secoli terribili per via delle incursioni barbariche, nelle campagne, che non erano ancora molto popolate, i contadini vivevano nell’incertezza e nell’insicurezza; non vi era nessuna legge che garantisse loro protezione e difesa. Rafforzarono quindi i rapporti tra loro e con i feudatari: da una parte questi si occupavano della protezione dei contadini, dall’altra essi offrivano servigi. È questa l’essenza del vincolo feudale: un patto di reciproca fedeltà. I signori incominciarono a fortificare le loro residenze, che usualmente venivano fatte erigere su alture o comunque in posizioni strategiche. Furono costruite attorno ad esse mura abbastanza larghe per contenere in caso di assalto il popolo dei dintorni che vi si rifugiava con il frutto del suo lavoro. All’inizio queste fortificazioni furono edificate in legno, poi verso la fine del X secolo apparvero i primi castelli in pietra, di struttura più grande e compatta, dalle torri rotonde. Nacque così la società castellana, formata dal villaggio e dalle case dei servi della gleba che si sviluppavano attorno alla fortezza del signore.
I grandi feudatari potevano permettersi di avere un palazzo-roccaforte, diventato il simbolo del medioevo: il castello.

Francesco Peruzzi

 

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