La giornata del primino
Il giorno 26/3/2009 i ragazzi che frequentano il Graal hanno preparato un pomeriggio di giochi e canti, seguiti dalla cena, nel Castello di Soncino a cui hanno invitato i ragazzi di prima media.
Tutto è cominciato con piccoli messaggi attaccati alle pareti della scuola, poi la voce si è sparsa e sono iniziati a circolare i volantini di invito. Insieme agli inviti si spiegava cosa fosse il Graal, e i cinque gruppi da cui è composto.
La mattina del giorno stabilito, sulla bacheca nei corridoi, erano affisse anche delle liste in cui erano divisi tutti i ragazzi nei quattro pullman. Era anche segnato il fatto che all’intervallo, per i primini, venivano distribuiti i vestiti che avrebbero dovuto indossare a Soncino. Essi consistevano in: scudo, tunica, mantello, spada, elmo, preparati dai ragazzi del Graal e dai prof. che guidano i cinque gruppi. Dopo la fine della scuola tutti si sono ritrovati nelle aule studio per pranzare. Erano divisi in due categorie: i veneziani e i milanesi, e ognuna delle due squadre era distinta dalle tuniche e dai mantelli di colore diverso. Finito il pasto, tutti sono saliti nei rispettivi pullman e dopo circa un’ora di viaggio siamo giunti al castello di Soncino. Il luogo era molto piacevole, ed ha dato una buona impressione a tutti.
Il maniero è costruito in pietra e mattoni, è quadrato con quattro torrioni agli angoli, di cui tre a pianta quadrata, e uno a pianta circolare. Il castello di Soncino risale al X secolo. Nel 1200 il castello fu assediato e distrutto dai Milanesi e dai Bresciani. Da allora Soncino sarà conteso dai Comuni Lombardi. Dopo la conquista di Brescia da parte della Serenissima, le mura e il castello furono rinforzati. La pace di Lodi nel 1454 sancì definitivamente i confini tra Venezia e Milano, assegnando a quest'ultimo anche Soncino.
I ragazzi del liceo avevano preparato dei giochi, e lo scopo finale era riuscire, vincendone il più possibile, a conquistare definitivamente il castello. Innanzitutto, i due squadroni sono stati divisi in quattro sottogruppi, quanti erano i giochi. Il nome di questi ultimi era: il pozzo, l’addestramento, la battaglia e la prigione.
PRIMO GIOCO: IL POZZO
Le persone partivano quattro alla volta con un bicchiere pieno d’acqua in mano. Lungo il percorso si doveva passare sopra o sotto la bindella, alla fine si doveva portare l’acqua nel secchio della propria squadra, facendo attenzione, perché delle persone con una paletta in mano potevano far saltare via di mano il bicchiere. Vinceva il gruppo che per primo riempiva il secchio.
SECONDO GIOCO: L’ADDESTRAMENTO
Il gioco era una palla prigioniera: otto persone per ogni gruppo restavano fuori dal campo e cercavano di colpire le persone dell’altra squadra con la palla. I giocatori però potevano ripararsi con il proprio scudo; chi era toccato dalla palla, doveva uscire dal quadrato e fare un percorso, composto da salti con la corda e salti agli ostacoli. Vinceva la squadra con meno persone prese.
TERZO GIOCO: LA BATTAGLIA
Il gioco era la lotta con gli scalpi. Ogni giocatore delle due squadre aveva due nastri attaccati a una cintura e doveva sfidare un avversario per prendere gli scalpi dell’altro. Inoltre, c’erano per squadra due gruppi formati da tre persone legate insieme con lo scotch che potevano rubare i nastri senza duellare. I nastri poi erano portati da alcuni giocatori che dovevano lanciare delle palline a delle sagome di cavalieri e centrarli per ricavare punti.
QUARTO GIOCO: LA PRIGIONE
In questa parte del gioco lo scopo era mandare in prigione degli avversari, oppure di liberare i propri compagni. All’inizio ognuno possedeva un nastro, di colore diverso a seconda della squadra. Il percorso da eseguire era diviso in tre parti. Nella prima, a coppie, facendo la carriola, bisognava raccogliere tre pezzi di pasta, disseminata nell’erba. Nel secondo tratto invece bisognava sempre raccogliere la pasta, uno sulle spalle dell’altro. Nell’ultima parte bisognava strisciare per terra per cogliere i tre pezzi di pasta. Alla fine del percorso, lasciavi a un ragazzo del liceo la pasta e anche il nastro. Qui aveva luogo l’ultima parte del gioco, in cui dovevi camminare su alcuni pezzi di legno. Chi cadeva per primo, perdeva e andava in prigione, mentre un compagno del vincitore usciva dalla prigione.
Questa giornata mi ha fatto sentire più vicina ai miei compagni, mi ha permesso di conoscere persone nuove e di invitarle ad una esperienza che a me ha colpito, quella del Graal. Tutti si sono divertiti, abbiamo anche cantato e cenato, ed un assessore del paese ci ha voluti salutare, perché era rimasto colpito da come stavamo insieme, perché si vedeva che c’era una presenza che ci teneva uniti.
Paola Bassi