Alla scoperta della storia di Venezia

Nel mese di marzo le classi seconde sono andate a Venezia in gita. In questi tre giorni abbiamo voluto conoscere la storia di Venezia, da sempre definita “Ponte tra Oriente e Occidente”. Per prima cosa siamo andati alle origini di Venezia: l’isola di Torcello. L’isola ha preso il nome Torcello dalla torre dell’isola, la “torre che tende al cielo”. Essa è il primo nucleo abitativo della laguna. Tra il V e il VI secolo gli abitanti di Altino, una cittadina romana del Veneto, scapparono dalle invasioni barbariche per rifugiarsi nella laguna, dove avevano più probabilità di sopravvivere. In questo travaglio si affidarono alla Madonna Assunta. Per questo il primo giorno abbiamo visitato la basilica di Santa Maria Assunta a Torcello. Su un fianco della navata centrale vi è un grande ordine di finestre che irradiano di luce l’interno della chiesa. Questo proprio perché gli altiniani venivano da una esperienza “buia”, ovvero la distruzione delle loro case, e perciò vollero ricominciare da qualcosa di bello e luminoso. È a Torcello che si comincia a costruire con le palificazioni, tecnica usata anche negli edifici veneziani. Essi infatti piantavano dei pali fittissimi nel terreno e poi innalzavano sopra le costruzioni in muratura.

I due aspetti cha descrivono meglio l’ideale del veneziano antico sono “commercio e missione”. I veneziani erano infatti missionari e commercianti. Per questo siamo andati alla basilica di San Marco. Essa è a pianta a croce greca. È ricca di mosaici e di marmi pregiati come nelle chiese ortodosse. Inoltre ha il presbiterio chiuso con un enorme ciborio. Tutte questi elementi rimandano allo stile bizantino. Le pareti della basilica sono ricoperte di marmi pregiati e tutti diversi tra loro. Questo perché i veneziani davano tutto quello che avevano alla costruzione della loro chiesa. Ad esempio per la IV crociata loro noleggiarono le navi ai crociati. Finita la crociata, i crociati non vollero pagare a loro il noleggio. Per prendersi la ricompensa, i veneziani saccheggiarono alcune chiese di Bisanzio. Non nascosero i marmi e le ricchezze rubate, ma le usarono per l’abbellimento della loro cattedrale.

Bisogna dire che Venezia era una repubblica marinara, governata dal doge (dal latino dux) affiancato da un consiglio di diverse persone. La residenza del Doge era il Palazzo Ducale, un enorme palazzo pieno di sale, che abbiamo visitato. Per prima cosa abbiamo guardato gli appartamenti della famiglia del Doge: sono delle stanze parecchio grandi, quasi prive di mobili. Nelle sale di rappresentanza, nelle quali si ricevevano gli ambasciatori, si riunivano consiglio e senato, ecc. Per ultimo abbiamo visitato le prigione, delle stanzette prive di ogni comodità quasi a livello dell’acqua, dove la gente moriva per l’umidità, o per i topi, o se non moriva veniva dimenticata e lasciate lì a marcire.

Un’altra caratteristica di Venezia sono i canali: infatti a Venezia ci si muove solo a piedi o in barca. Per attraversare i numerosi canali sono stati fatti molti ponti. Sul Canal Grande ce ne sono solo quattro. Noi ne abbiamo visti tre: il ponte di Rialto, molto antico e, come quasi tutti i ponti veneziani, in muratura, il ponte dell’Accademia, unico della città in legno e il ponte della Costituzione, più noto come il ponte di Santiago Calatrava, costruito nel 2008 e realizzato con materiali moderni.

Il terzo giorno siamo andati a visitare il museo storico navale di Venezia, per vedere la storia delle marina veneziana: Venezia infatti era famosa per essere una potenza navale e per il suo commercio via mare. Infine siamo andati allo squero di San Travaso: lì si costruiscono le gondole.

Federico Cannerozzi

 

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