Le terze medie medie in trincea
Ai primi albori del giorno 22 settembre le classi terze medie sono partite per la convivenza, dirette verso Trento a visitare alcuni luoghi interessati dalla prima guerra mondiale. Due ore dopo circa, dopo aver visto un film, si sono fermati al Forte Belvedere, un fortino costruito dagli austriaci prima della guerra, per difendersi dagli italiani. Infatti già da tempo tra Austria e Italia c’erano delle tensioni per alcuni territori italiani conquistati dall’Impero. È un edificio tutto in cemento armato: lo spessore dei muri è di 6 metri, occupa più spazio il volume del cemento che quello dell’aria! Il tetto è robustissimo, per resistere alle cannonate, in cemento, con sopra una lastra di zinco e sorretto da travi d’acciaio. Solo una piccola parte del forte si trova in superficie, la parte maggiore è sottoterra, dove c’è molto umido. I soldati nel forte, però, a differenza di quelli di trincea, avevano assicurati dei pasti caldi, molto nutrienti. Erano cibi a lunga conservazione, soprattutto legumi. È un luogo che incute rispetto, addirittura impone di parlare a voce bassa, perché si ha la sensazione di dover onorare le sciagure accadute lì. Abbiamo visitato parecchie stanze, ma quasi tutte erano state svuotate dei mobili durante la seconda guerra mondiale. È stato molto interessante osservare le armi usate: c’erano bombe, maschere anti-gas, fucili, ma anche mazze ferrate e spadoni. Si notava proprio come i diversi modi di combattere si sono mescolati in questa guerra.
Dopo la visita siamo andati a Millegrobbe, una località che era stata bombardata. La guida all’inizio ci ha spiegato come riconoscere un luogo bombardato.
1. Il terreno presenta delle cune
2. Il colore dell’erba non è uniforme
3. Frammenti di sassi emergono spesso dall’erba
4. Ci sono gruppi di selene, che crescono sul ferro
5. Ci sono gruppi di ortiche, che crescono dove ci sono residui organici.
Dopo la spiegazione abbiamo camminato per una stradina e abbiamo visto alcune trincee. Ce ne sono di due tipi: fatte con sassi e fatte con sacchi. Solitamente in montagna si usavano quelle del primo tipo, perché il materiale abbondava, mentre quelle del secondo tipo erano tipiche della pianura, dove non ci sono molti sassi. Abbiamo anche visto una trincea ricostruita. Le trincee sono semplici fossi a zig zag, e ogni curva dista dall’altra 8 metri. Alcune non seguono però questa regola perché probabilmente fatte sotto bombardamento.
È stato molto interessante vedere con i propri occhi ciò che si studia, perché a volte i contenuti dello studio paiono lontani, irreali.
Paola Bassi