L’elettricità: dall’ambra all’elettro-calamita
Gli studenti di terza media hanno affrontato, come primo argomento di scienze dell’anno, l’elettricità: elemento fondamentale della vita moderna.
Per capire cos’è l’elettricità sono partiti dall’ambra e dalla magnetite, due pietre con proprietà molto particolari. Già nell’Antica Grecia, infatti, si sapeva che l’ambra se strofinata sulla lana attraeva piccoli oggetti, mentre la magnetite attraeva piccoli oggetti di ferro e di altri metalli.
Gli studenti hanno affrontato tale fenomeno, cercando di capirne la natura, partendo dalla spiegazione di uno dei sapienti dell’ Antica Grecia: Talete, il quale sosteneva che la magnetite e l’ambra avessero un’anima che attraeva gli oggetti in cui poi si trasferiva; infatti egli aveva scoperto che se si strofinava con la magnetite un pezzo di ferro esso attirava a sua volta altri piccoli frammenti di metallo.
Questo argomento non fu ripreso per molti anni finché nel XVI secolo lo scienziato inglese William Gilbert scrisse il trattato De Magnete (sul magnete), nel quale vengono presentati molti esperimenti fatti sullo studio del magnetismo e dell’elettricità.
Un altro scienziato interessante per introdursi nello studio dell’elettricità è Luigi Galvani, che, nel 1700 pose le basi per l’invenzione della prima pila. Galvani, per studiare la muscolatura delle rane, fece un esperimento: ne appese alcune, dopo averle scuoiate, a una ringhiera attaccandole per la testa attraverso un barra di ferro. Una rana involontariamente toccò un altro metallo e i suoi muscoli si contrassero.
Galvani dedusse che dentro i nervi di un animale c’è una scarica elettrica con carica positiva e dentro i muscoli una carica negativa e disse che tutte le volte nelle quali le due cariche fossero entrate in contatto per mezzo di due metalli sarebbe passata una scossa nella rana.
Alessandro Volta, un altro scienziato della fine del 700, riprese le prove di Galvani ma diede un'altra spiegazione. Egli dice che le due cariche non sono interne alla rana, come sosteneva Galvani, ma bensì determinate da fattori esterni. Per dimostrare la sua ipotesi decide di “mettere in pila” una serie di dischetti di zinco e di rame con nel mezzo della soluzione fisiologica: aveva costruito la prima pila.
Oltre a questi due scienziati le terze ne hanno studiati altri che sono vissuti agli inizi dell’ ‘800 come Ampere o Ohm i quali hanno approfondito gli studi sull’elettricità.
E infine è stata presa in considerazione una delle principali applicazioni dell’elettricità: l’elettro-calamita. Il suo principio fu scoperto da uno studioso olandese di nome Oersted il quale nel 1820 durante una lezione all’università, compiendo alcuni esperimenti con una pila voltaica, si accorge che l’ago di una bussola appoggiato poco lontano cambia la sua direzione e non segna più il nord. Dopo aver fatto altri esperimenti Oersted dimostrata per la prima volta il collegamento tra l’elettricità e magnetismo. Un altro scienziato poi, prendendo in considerazione le ipotesi di Oersted, costruì il primo oggetto magnetico che funzionava ad elettricità.
Questo oggetto è stato fondamentale per il mondo moderno e senza esso come senza elettricità il mondo non sarebbe lo stesso.
Davide Giacomini