L’opera del "Rigoletto"

Quest’anno nelle lezioni di musica abbiamo cominciato ad affrontare “Rigoletto” di Giuseppe Verdi, opera lirica di cui abbiamo letto il libretto (trascrizione in versi di un romanzo) interpretando ognuno il ruolo di un personaggio; abbiamo poi visto l’opera.

Il dramma parla di un buffone di corte, Rigoletto chiamato a divertire il duca mettendo in ridicolo ogni situazione, anche se lui stesso viene deriso per il suo aspetto deforme. Proprio per questo mantiene il segreto di avere una figlia, Gilda. Un giorno però, al palazzo di Mantova, il duca parla assieme a un amico proprio di lei, una delle tante che aveva corteggiato, solo per divertimento. In quel momento appare Monterone che accusa il conte di avergli sedotto la figlia e lancia contro di lui e Rigoletto, che lo ha schernito, una maledizione.

Quella sera stessa un gruppo di cortigiani del duca rapisce la ragazza, presunta amante del buffone. Rigoletto viene a conoscenza dell’accaduto e decide di vendicarsi facendosi aiutare da Sparafucile e sua sorella Maddalena, proprietari di una locanda. Subito dopo si ritrovano tutti nella locanda: Sparafucile, Maddalena, Rigoletto, il duca e Gilda. Il duca comincia a corteggiare Maddalena, così che Rigoletto fa notare a Gilda la vera personalità di quell’uomo terribile. Gilda, seppur il padre le consigli di andarsene, resta ad ascoltare la discussione dei due fratelli che si accordano di non uccidere il duca ma il primo uomo che sarebbe entrato nella locanda.

Gilda, preoccupata per il padre ma soprattutto per l’amato, esce all’aperto, bussa alla porta ed appena entrata viene uccisa. Sparafucile infine consegna il cadavere a Rigoletto che presto, sentendo il duca cantare da lontano, si accorge dell’inganno e piange disperato gridando contro la maledizione.

Questo lavoro per me è stato interessante non tanto per la storia di per sé, ma perché ognuno dei personaggi ha una diversa posizione.
Il duca è un uomo assolutamente arrogante, che fa di tutto pur di fare conquiste, solamente per divertirsi nei confronti delle donne totalmente sottomesse seppur affascinate da lui.

Gilda follemente innamorata di lui, pur conoscendo la sua personalità, non si piega davanti alla verità e continua ad amarlo, anche se secondo me questo è assolutamente assurdo. 

Chi mi ha colpito di più è Rigoletto, naturalmente. Lui è stanco di dover far ridere tutti, di comportarsi diversamente da quello che è: “Non dover, non poter altro che ridere!”. A lui non è concesso il pianto, tramite il quale un uomo esprime la sua umanità.
Questo è un altro motivo per cui il buffone si vuole vendicare, vuole essere se stesso, non essere sottomesso all’arroganza del duca.

Spesso anche a scuola le persone, a volte anche io, non si comportano come sono ma si mettono una maschera come Rigoletto un mantello, per cui si comportano in modo tale da piacere agli altri, seguendo la moda.

Francesca D’Ellena

 

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1 Commenti

  • Carlotta ha scritto mercoledì 3 marzo 2010 alle 19.41

    "Io saprollo fulminar io saprollo fulminar!"
    E' da questa mattina che l'ho sentita che ce l'ho ancora in testa!! Se inizi a cantarla non smetti più.. Che tra l'altro non è neanche la mia parte!! E' quella dei Bassi.. -.-"

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