La vera storia della seconda C
Vi proponiamo una divertente storiella scritta da Caterina e Cristina delle classe II C, utilizzando i cognomi degli alunni e dei docenti.
C’era una volta, nel MAR TINOLI, un grande SCOGLIO cosparso di FIORI, sul quale abitavano molti GALLI CEDONE.
Si ergevano due grandi montagne: la ZHOU, su cui c’erano i più famosi CASTELLANI, fra cui il CASTEL BESOZZO CANNILLO, e la GAO; il nome derivava dai più grandi scalatori dell’epoca, che vi salirono per primi.
Nel paesino tutti gli abitanti andavano sempre al BAR TESELLI, nel cui parcheggio c’era la FERRARI DI MARTINO, che ovviamente l’aveva rubata, dato che non riusciva nemmeno a pagare la BOLLETTA della luce.
Le specialità del bar erano la SCOZZARELLA, uno strano tipo di mozzarella, il celebre vino RONCHI, e per dessert un MANGONE. Anche i bambini dopo la scuola andavano al bar, e i camerieri, ai bimbi capricciosi davano un mango dicendo: “E’ BONA!! TO’!!”.
Si diceva che uno strano signore, sempre seduto al bar a leggere l’ocCHIELLO del giornale, stesse con una certa Etta, e tutti i bambini curiosi gli chiedevano:
”AMI ETTA?”. Sempre loro andavano da Rici, un loro amico, e i camerieri chiedevano: "CHI E’ RICI?” e loro rispondevano che era un loro amico molto bravo in matematica.
Da Rici si misero a fare i compiti di matematica e un bimbo gli chiese come si scrivevano 2 x, ed egli gli rispose di fare due CROCI rovesciate, e allora il bimbo per conferma chiese a uno con l’apparecchio: “è giusto CIO’?” “FFI!!!!!” rispose egli. Poi fecero le frazioni e uno disse: “2 FRATTO…” in quel momento arrivò Lillo e tutti gridarono “..LILLO!!!!”.
In seguito andarono a festeggiare il carnevale, e una nonna, che in casa aveva dei FIOR IN un vaso, gridò: “Ma quanti bei TONARINI!!” e quindi un bambino che si era travestito da spagnolo urlò: “Uno, dos, tres, cuatro, FINCO…”. Come sempre andarono nella parrocchia di DON PIER LUIGI, il cui fedele assistente era Proser detto Pio, che tutti chiamavano PROSERPIO, a vedere il quadro di un pittore francese, DEL MISSIER, che raffigurava LIA.
In chiesa durante la cerimonia cantavano: “FA, RE’, do, mi…..”.
Quando i bambini erano malati di una strana epidemia per cui si diceva tutto al femminile: “tavolina, GIARDINA, cuscina…”, stavano davanti alla TV molto tempo, rovinandosi gli occhi per i colori troppo accesi della Rai, e quindi nel paese fecero la RAI NERO, TV in bianco e nero.
Tutti i ragazzi avevano la SMANIA di fumare gli SPINELLI e allora un signore con un cesto andava a raccoglierli: quest’uomo veniva chiamato il CESTARO.
Sullo SCOGLIO si svolgevano numerosi corsi di inglese.
Due amici, Brini e Liano lo frequentavano sempre, e stavano facendo i pronomi personali. Brini diceva: “Scrivi: I Brini, you Liano...” e Liano sbagliando scriveva IULIANO con la i e senza o.
Invece Liano insegnava a Brini a dire “name”, e lui sbagliando scriveva NEMBRINI, senza a e senza i finale.
Inoltre imparavano i nomi delle città importanti, e il prof diceva di pronunciare New York abbreviato, e gli alunni dicevano: “bho….New!!!!” e il prof: “no, DI: NI!!!”.
Alla fine delle lezioni ripetevano alcune lettere dell’alfabeto: “a, s, b, AR, DI….GO’!!!!!!”, e se ne andavano.
In un periodo dell’anno uscì una nuova marca di macchine, la Zaniga, e dato che tutti volevano imparare l’inglese dicevano: “The CAR ZANIGA”, e vedendola così bella dicevano: “Ma tu CI MENTI?”, e allora rispondevano: “No”.
Sullo SCOGLIO non seguivano il calcio, e per questo erano ignoranti in questo campo, e chiedevano: “Tu tifi MILAN, I rossoneri??”.
Su questo SCOGLIO, nel MAR TINOLI nacque la seconda C con i suoi professori, e dato che non avevano un cognome, ognuno scelse la cosa che più gli si addiceva. Nei secoli lo SCOGLIO si attaccò all’Italia, così tanto da formare Milano, poi il SACRO CUORE, e da lì la SECONDA C.
Andrea Scozzarella e Lorenzo Barteselli