Concorso Chesterton
Quest’anno le classi terze medie hanno ricevuto la proposta di partecipare al concorso Chesterton, iniziativa indetta dall’Associazione Nazionale per la Didattica e l’Innovazione Scolastica, Centro per la Formazione e l’Aggiornamento. A questo concorso alcuni ragazzi sono stati iscritti dai professori. Essi dovranno realizzare un racconto poliziesco oppure un video o un elaborato artistico. A marzo si terrà un convegno in cui verrà premiato il lavoro migliore.
Gilbert Keith Chesterton è uno scrittore inglese molto famoso vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900. Chesterton era di religione anglicana, come i suoi genitori e la maggior parte della sua nazione, ma ad una certa età ebbe una crisi (che deriva da un verbo greco che significa vagliare): iniziò a passare al setaccio tutte le idee del tempo, ad esempio il nichilismo, il pessimismo e lo scetticismo, cercando l’ideale da seguire che lo rendesse felice.
La sua arma è la ragione, cioè quella cosa che mette insieme tutte le informazioni dei cinque sensi per dare una spiegazione corretta tenendo conto di tutti gli indizi raccolti. Egli, dunque, vagliò le correnti di pensiero dominanti al suo tempo, che pure già esistevano da secoli: il nichilismo in sostanza dice che la vita non è eterna e quindi bisogna godersela finché dura; lo scetticismo invece mette in discussione tutte le cose, ma poi si diventa paranoici; il pessimismo vede la vita come una cosa terribile, a cui solo la morte può dare sollievo.
Chesterton mise alla prova tutte queste idee, ma alla fine capì che quella che lo rendeva felice era la fede cattolica e la abbracciò. Il Papa gli ha dato il titolo di defensor fidei, e un gruppo di persone vuole anche avviare il processo di beatificazione. La sua vita è molto interessante e mi ha colpito, perché con coraggio ha deciso di andare fino in fondo alle molte idee che nascevano.
Questo autore scrisse anche un romanzo molto interessante, Manalive, basato sul paradosso. I ragazzi che partecipano al concorso di Chesterton lo leggeranno per comprendere meglio lo stile e il modo di pensare dell’autore. Nell’incontro di martedì 12 gennaio con la preside, abbiamo letto insieme un brano tratto da Manalive. Si capiva proprio che cos’è il paradosso, cioè un’affermazione che di primo acchito sembra in contrasto con quanto detto, ma in realtà cela un significato più profondo. In attesa di nuovi sviluppi sul concorso, vi lascio con l’invito a leggere questo meraviglioso e avvincente libro!
Paola Bassi