La genetica, ovvero di come si sono trasmessi a me i caratteri dei miei genitori
In scienze abbiamo iniziato a studiare la genetica. Questo settore delle scienze riguarda la trasmissione dei caratteri dei genitori ai figli. Il primo che riuscì a trarre importanti osservazioni dallo studio di questa materia fu Mendel, il padre della genetica. Nacque nel 1829 in un paesino austriaco (oggi della Repubblica Ceca); dopo aver frequentato le elementari riuscì a proseguire gli studi grazie ad alcuni professori, che nei vari gradi di scuola lo aiutarono anche economicamente ad affrontarli. Dopo gli studi insegna all’università.
Lì oltre che insegnare, conosce alcune materie che prima ignorava, come la statistica (con la quale impara a riordinare i dati, cosa che gli servirà poi per sistemare i risultati dei suoi esperimenti ). Dopo un po’ di anni entra in convento, dove l’abate lo lascia continuare i sui esperimenti capendo che quello è il suo modo di rendere gloria al Signore, e gli lascia usare una parte del giardino del convento.
Mendel inizia i suoi esperimenti che dureranno sette anni; intuisce che per capire come si trasmettono i caratteri dei “genitori” ai “figli” bisogna guardare un aspetto (o carattere ) alla volta, negli esseri viventi più semplici e che crescono più rapidamente, per questo sceglie vari tipi di piselli. Inizialmente verifica la purezza di tutte le caratteristiche che vuole analizzare dei piselli, poi fa avvenire artificialmente la fecondazione curandosi di non contaminare il pisello che sarà fecondato. Osservando le generazioni che si generano, Mendel capisce che ci sono dei caratteri (aspetti ) dominanti e altri recessivi . Quando comunica la sua scoperta nessuno lo considera, forse perché è un monaco, forse perché il suo ragionamento non viene capito.
Dopo alcuni anni vengono scoperti nel nucleo delle cellule i cromosomi, dentro ai quali si ipotizza ci siano le informazioni che saranno trasmesse al nuovo essere; teoria che si conferma qualche anno dopo. Si scopre poi che i cromosomi contengono il DNA, contenente le informazioni genitali, avvolto nelle proteine. Si scopre poi la duplicazione del DNA che serve per la meiosi (divisione della cellula per la riproduzione: da una cellula diploide se ne ottengono quattro aploidi) e la mitosi (divisione della cellula per la crescita da una diploide se ne ottengono due diploidi).
In classe l’argomento è stato molto apprezzato anche se era molto difficile e quando la professoressa ci ha detto che per finire l’argomento avremmo estratto il DNA dal pomodoro, dalla banana e dal kiwi eravamo entusiasti e desiderosi di fare la prova al più presto.
Maria Teresa Vigorelli