Dal gesto alla scrittura

La forma grafica della scrittura non è altro che il risultato, la proiezione sulla carta, di un gesto: l’atto dello scrivere. Pertanto tutto il nostro lavoro di questi mesi è partito prima di tutto dall’educazione di un movimento che poi è diventato forma sulla carta. In particolare l’approccio al corsivo ha reso urgente l’affinare un gesto che diventasse prima memoria e solo in fondo segno.

Il corsivo, lo dice la parola, deve” correre” … Il movimento deve essere fluido e continuo.

Perciò partiamo da gesti grandi, tracciati nell’aria, ad occhi chiusi, poi sulla lavagna e  su fogli grandi, poi si passa al piccolo: il nostro Quadernino delle ghirlande.

E qui il percorso è dal semplice, al difficile, al complesso: ghirlande, arcate, asole ed occhielli, ripetuti, curando il movimento ed il tratto.

La voce in questa avventura è una preziosa alleata: descrivo accuratamente il percorso che la mia mano fa. La voce mi aiuta ad essere sempre più consapevole dei miei gesti che entreranno nella memoria e si faranno segno, deciso, scorrevole e , perché no, gradevole.

 

                                                                                           

 

  • Pubblicata: 11 marzo 2010 in Primaria
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