Bridge for friendship
Gli alunni di seconda e terza media hanno ricevuto una proposta molto interessante dalle professoresse di inglese: comunicare tramite e-mail in lingua con gli alunni di una scuola di Gerusalemme. Lo scopo è fare nuove amicizie con persone che vivono lontano, e anche imparare ad esprimersi meglio in inglese, lingua che i ragazzi di questa scuola parlano molto bene, e molto meglio di noi ragazzi qui.
Il “Bridge for Peace Project” è appena partito. A ogni alunno partecipante è stato dato il nome del ragazzo corrispondente e tutti si sono messi all’opera. Durante le ore di inglese si sono scritte le lettere, seguendo il modello che la professoressa ci ha dato. Dopodiché le insegnanti hanno corretto i testi e ogni classe è salita in laboratorio di informatica. Qui abbiamo scoperto di avere un account sul sito www.pontiperlapace.it, attraverso il quale possiamo inviare mail agli altri ragazzi. Di buona lena, abbiamo trascritto la lettera sul computer, come testo della mail, e poi l’abbiamo inviata al nostro amico corrispondente a Gerusalemme.
Le e-mail sono già state spedite e noi attendiamo la risposta con trepidazione! Questo progetto è molto utile dal punto di vista linguistico soprattutto per gli studenti di terza media, perché hanno la possibilità di dialogare in inglese, come poi succederà all’esame orale, con persone che conoscono questa lingua veramente bene. L’altro scopo fondamentale è conoscere, fare amicizia con ragazzi come noi che vivono in una situazione diversa e in paesi diversi. Diventare amici di persone che vivono così lontano non è cosa che tutti possono fare!
Le classi hanno reagito con grande interesse, perché è una proposta strana, diversa dalle solite. Ora tutti sono curiosi di vedere come andrà avanti il tutto e di conoscere il proprio compagno di progetto. Le domande più frequenti: sarà simpatico? Gli starò simpatico? Avrà capito che sono un maschio (o femmina)? Già, l’ultima domanda sembra davvero stupida; la preoccupazione proviene dal fatto che avendo una lingua e dei nomi diversi, noi non sempre riuscivamo a capire il sesso dell’altro e quindi abbiamo pensato che valesse anche l’incontrario.
Personalmente sono molto contenta di avere questa possibilità, e non vedo l’ora di avviare questo rapporto. Sono felice di poter diventare amica di una persona anche se abita molto distante. Come si vivrà a Gerusalemme? Solo ora mi rendo conto di essere veramente ignorante sull’argomento, e vorrei saperne di più. Quale migliore occasione di avere l’opportunità di parlare con un’abitante del posto?
Paola Bassi