Cara mamma, sono Jim …
Cara mamma, sono Jim, siamo sull’isola che finalmente ci riporterà a casa, non vedo l’ora di riabbracciarti anche se farò fatica a riadattarmi alla vita di prima, non sono più il Jim di una volta, infatti quella maledetta isola mi ha cambiato. Lì ho imparato cosa vuol dire veramente compiere un’avventura, dove solo il coraggioso può salvarsi. Ho corso molti pericoli perché quasi tutta la ciurma era composta da pirati con a capo Long John Silver (te lo ricordi il cuoco di bordo, te ne avevo parlato, vero?); era infatti un superstite della terribile ciurma di Flint, il pirata più terribile che sia mai esistito. Long John ha assediato il nostro fortino per giorni interi, dopo che io stesso lo smascherai dalla falsa identità di cuoco di bordo. Ebbene mamma, tuo figlio ha, però, fatto accordi con Silver. E non solo un accordo, un patto e, cosa più importante, mi sono fidato di lui, ho mantenuto una promessa che gli avevo fatto; insomma, è nata un’amicizia. Un’amicizia che, però, era molto in bilico.
Non crederai a ciò che sto per dirti ma ho sviluppato una certa ammirazione, un rapporto con i pirati: io, un ragazzino per bene, buono ed educato, sono come incantato dalle loro straordinarie avventure, dal loro coraggio. Non ti nascondo che ho origliato solo uno dei loro discorsi (ero nascosto dentro un barile di mele …), il discorso per cui ho salvato l’equipaggio (era il piano dove Long John raccontava del tradimento) e la mia ammirazione si è frantumata, ma io sostengo che, anche dopo tutto questo, le loro avventure sono le cose con cui si giudicano i pirati, i veri pirati. E queste non mi stancheranno mai.
In pratica, ho una spinta verso il mare irremovibile, non riesco a controllarla, e per giunta ho tutte le doti di un marinaio e di un pirata: sono coraggioso, ho imparato da solo a guidare una nave enorme (l’Hispaniola), sono di parola ma soprattutto curioso ed agile (doti indispensabili per un pirata). Infatti mi sentivo inutile quando ero di guardia al fortino; volevo esplorare l’isola, andare all’avventura! Quindi non esasperarti troppo se in questi ultimi tempi non sarò attivo e sveglio nel servire Rum e lavare piatti, ci vorrà un po’ per riadattarmi ma ce la farò senz’altro. Forse potremo tenere ancora un po’ quel ragazzino di cui ti stai servendo al mio posto, non trovi? Solo fino a quando non mi riambienterò!
Mamma, non ti ho raccontato la storia più importante: abbiamo trovato il tesoro! Sto portando a casa un bel gruzzoletto: servirà per arrotondare il conto del povero Bill Bones. Trovare il tesoro è stato abbastanza facile: ho fatto amicizia con un uomo che da tre anni viveva in quel postaccio abbandonato. È stato lui a trovare il tesoro qualche mese prima, ma tenuto nascosto. Alla fine ce lo siamo divisi tutti equamente, ma la canaglia che si è preso più di tutti non poteva essere che Silver; è scappato con la sua refurtiva, ci ha traditi tutti, ha tradito soprattutto me e me ne dispiace anche un po’, devo ammetterlo. Stanne certa, mamma, non tornerà mai più. Dopo quel che mi ha fatto mi rifiuto di rispettare l’accordo che ho fatto con lui: non lo difenderò mai in tribunale se verrà accusato.
Ti ricordi il buon Dottor Livesy e il simpatico Conte Trelawney? Ti salutano con affetto; sono stati ottimi insegnanti e amici per me, mi hanno spiegato ed educato alla vita marinaresca. È grazie a loro che ora sono un uomo. Stanno bene, contenti anche loro che questo inferno sia finito.
Mamma, spero che tu mi accontenti nel soddisfare il mio possibile sogno (se avverrà) di diventare un uomo di mare, un marinaio rispettabile, perché in questa ultima avventura ho riscoperto me stesso e la mia passione verso la vita di mare. Solo una cosa è certa ( e dico una sola perché ne ho tantissime che mi vagano per la mente): non voglio mai più ritornare sull’isola del tesoro e non avere più a che fare coi pirati (anche se mi piacerebbe moltissimo vivere avventure affascinanti, intriganti e mozzafiato come le loro).
Dell’isola ho un brutto ricordo, ho gli incubi di notte; solo al pensiero delle terribili serate che passavamo, pieni di zanzare, sudati, paurosi per un attacco dei pirato o dello stesso Silver, la foresta che incuteva timore solo al fruscio di una foglia, e del cielo nero come la morte, mi vengono i brividi. Di notte sogno persino il pappagallo di Silver, Flint, che urla: “Pezzi da otto!”, e quindi sono felicissimo di rivederti.
Insomma, dopo tutto non sei fiera di me? Sono cambiato, sono maturato. Non vedo l’ora di rivedere te e il caro vecchio “Ammiraglio Benbow”.
Un bacio
tuo Jim
Pubblicare questo mio tema mi sembrava interessante per continuare l’articolo precedentemente pubblicato sullo stesso libro: dopo la teoria la pratica, prima la trama, poi il lavoro che ne è conseguito.
Sembra strano a dirsi, ma ero impaziente di svolgere questo tema: dopo letture a casa e in classe, riflessioni insieme ai compagni, piccole ricerche sui personaggi, riassunti e sommari dei capitoli, volevo finalmente scrivere in due ore quello che avevo imparato, mettere insieme tutte le idee e le informazioni che mi frullavano nella testa, che erano lì, impazientissime, chiedendo di uscire dalla mia penna e diventare concrete. Le lezioni più interessanti e utili erano state, per me, quelle in cui avevamo riflettuto sul carattere e sulla personalità dei singoli personaggi.
Ma, nel momento di scrivere il tema, la traccia mi ha posto una difficoltà inattesa: non potevo scrivere tutto quello che avevo scoperto in classe, perché nella sua lettera Jim poteva raccontare solo quello che lui aveva potuto vedere e capire della personalità dei suoi compagni e nemici, non tutto quello che io, lettrice esterna alla storia, so.
Dovermi mettere nei panni di Jim mi ha molto coinvolto e messo alla prova.
Marta Brocca