Non vi è mai capitato?
Non vi è mai capitato di ricevere un voto basso, uno che proprio non volevate? Come un quattro, un cinque, un sei? Almeno una volta è capitato a tutti ed è capitato anche a me, in una verifica di matematica.
Il giorno prima, dopo aver studiato per ore e aver ripetuto la lezione, mi sono trovata mio papà che con una faccia scandalizzata mi chiedeva: “Ma hai dormito o hai studiato?”
Mi accorgevo che non mi ricordavo nulla e allora preso il libro corsi sul balcone per ripassare, ma non riuscivo a concentrarmi per degli odiosi rumori cantieristici. Tornai a sedermi sulla sedia in casa ma sentii urlarmi: “Francy è pronto da mangiare, chiama tuo fratello!!"
Distratta da situazioni ogni volta diverse per tutta la sera, mi ritrovai oltre alle undici di sera, senza aver ripassato e con tutti che mi ordinavano di andare a dormire.
Ormai nel letto, pensavo alla verifica del giorno seguente, mentre una vocina nella mia testa parlava: “Non ce la farai mai! Non sei riuscita a studiare! Peggio per te!!!!” ma troppo preoccupata mi addormentai.
L’ora della verifica arrivò ed io tesissima aspettavo ormai la mia fine, sentendo ancora quella fastidiosa vocina nella mia testa. Entrò la professoressa e ci salutò con il suo solito buon giorno, ma molto e troppo tranquillo per i miei gusti, quella volta. Mi guardò e sorrise, e il mio respiro si fece sempre più affannato. Ora capivo tutto: lei sapeva già che non avevo studiato bene, lei sapeva già che la verifica non mi sarebbe andata bene… Ma come faceva?!?
Ci distribuì il foglio e iniziai a compilarlo: nome e cognome: Franc…, già mi tremava la mano per il timore. Dopo alcuni esercizi semplici ma lasciati incompleti in alcuni punti, passai all’esercizio più difficile e fu lì che cominciai ad avere seriamente paura. Vedevo gli altri scrivere senza sosta e riguardavo il mio foglio, pieno di pasticci, scarabocchiato dai no che continuavo ad aggiungere rileggendolo e con degli spazi bianchi dove l’esercizio non mi veniva. E intanto che io mi preoccupavo, passava l’ora, finchè: “Driiiiiin!” Quanto ho odiato quel suono in quel momento. Per me segnava la fine della mia verifica, la fine del mio tempo: quel suono che di solito mi era amico e incoraggiante, quello che mi diceva sempre: “Sei libera ora!” o “Un’ora in meno di scuola!”, ma che in quel momento mi tradiva. Dovetti consegnare la mia verifica cercando con uno sguardo supplicante quello della professoressa, ma sentii solo la sua voce: “Scendiamo, forza!”
Vedevo i miei compagni tutti contenti che sorridevano e continuamente mi chiedevo: “Ma come ci riescono?” E di nuovo sentivo quella fastidiosa vocina: “Tanto il tuo tempo è finito e ora non puoi fare più niente! Un voto alto in matematica non lo riceverai mai!”
Passarono i giorni e iniziai a dimenticarmi di quella verifica. Anzi furono giorni particolarmente felici per me… ma la professoressa entrò in classe e disse: "Oggi consegno le verifiche!”
Tutti i miei compagni erano contenti e iniziarono a pensare al bel voto che avrebbero preso.
Mentre io pensavo al mio, ecco sentire il mio nome, mi alzai con il diario in mano, tremante e mi avviai alla cattedra. La professoressa prese il mio diario mentre vedevo la sua biro segnare un sei! Un sei!!! Wow, non ero andata così male dopo tutto, però era sempre un sei che si doveva rimediare assolutamente, ma nella mia felicità ci furono delle parole che mi fecero scoraggiare: “Francesca, non è andata tanto bene questa verifica e non si può avere otto in geometria e sei in aritmetica!”
Certo la verifica non mi era andata come volevo, ma con un bell’otto nell’interrogazione ho recuperato almeno un po’ e studiando bene tutte le volte cercherò di migliorami ancora.
Un sei non è forse il paradiso, ma neppure la fine del mondo.
Lambicchi Francesca