Il gusto di mettersi alla prova
Quest’anno ho liberamente partecipato a un concorso matematico chiamato “Kangourou della matematica”, una prova nazionale organizzata dalla Facoltà di Matematica di Milano per i ragazzi dalle elementari alle superiori.
Personalmente avevo già sentito parlare di questa competizione da coloro che l’avevano svolta gli anni passati, ma ero lontano dall’idea che avrei dovuto un giorno scegliere se partecipare o no, e di dovermi cimentare in prima persona.
La professoressa Pedacchiola, nostra docente di matematica, ci presentò la sfida incitandoci a partecipare senza timore, così mi iscrissi. La prova si sarebbe svolta il 18 maggio, per poi passare alla finale nazionale a Mirabilandia, così mi preparai con l’aiuto di alcune prove degli anni precedenti reperite sul sito ufficiale: trovai ogni singolo esercizio molto impegnativo, ma non mi scoraggiai affatto.
Il giorno fatidico della prova rinunciai a malincuore (in realtà ne ero estasiato!) a un’ora di matematica e di educazione fisica e mi avviai con i miei compagni di test in aula di musica, dove erano presenti i professori che sarebbero serviti da commissione.
Quando ci diedero le schede da compilare con nome e cognome, io già sudavo freddo, perché era piena di insensate caselle da annerire (troppo difficile chiedere nome e cognome in STAMPATELLO!). Rapidamente la professoressa Pedacchiola cominciò a sbraitare contro i malcapitati che come me avevano annerito prima il nome e poi il cognome e non viceversa come si doveva fare.
Mi feci sostituire il foglio, mentre la colonna sonora delle urla della amabile professoressa mi spronava a concentrarmi e a seguire al massimo ogni indicazione (l’impresa più ardua dell’esame era proprio il foglio di presentazione… il resto a confronto sembrava una settimana enigmistica di basso livello).
Dopo che la commissione mi fece passare la bella idea di copiare da qualche vicino, con orrende intimidazioni riguardo all’annullamento della mia prova, mi cimentai con il libretto che conteneva gli esercizi che erano comunque di discreta difficoltà all’inizio, ma crescente ad ogni nuova pagina. Eseguii la prova con calma e convinzione, completai circa il settanta per cento della prova; e il resto lo lasciai incompleto, per non totalizzare punti negativi con risposte sicuramente errate.
A foglio consegnato confrontai le risposte con quelle dei miei compagni e notai che avevo un’alta percentuale di risposte corrispondenti a quelle date da loro. Tutto sommato sono stato soddisfatto della mia prova (sono arrivato circa alla metà della classifica interscolastica) anche se mi sono accorto che con un miglior allenamento sarei riuscito a compiere il test in modo ottimale e raggiungere le posizioni alte della classifica.
Consiglio a tutti quelli che avranno la possibilità di partecipare alla gara nazionale del Kangourou di mettersi alla prova senza timore dei giudizi altrui per poter verificare le proprie reazioni davanti alle prove di stato, buona palestra in vista anche dell’esame di licenza media.
Luca Bertazzoni