Il mio Gandalf
Gli studenti di prima media stanno leggendo "Lo Hobbit" di J.R.R.Tolkien. Vi proponiamo un tema significativo svolto da uno di loro dal titolo: “Racconto di quella volta in cui il mio Gandalf ha fatto emergere la parte migliore di me”.
Nel romanzo di Tolkien Lo hobbit Gandalf, vecchio stregone dalla lunga barba, aiuta il povero Bilbo Baggins a far emergere la parte migliore di sé. In questo caso Gandalf è un maestro che va ascoltato. Lo hobbit non aveva mai incontrato qualcuno che lo aiutasse a compiere il suo destino, infatti alla fine Bilbo accetta la proposta di andare a recuperare il tesoro rubato dal drago Smog.
La paura, ecco cosa frena Bilbo. Essa è molto difficile da sconfiggere e questo si capisce quando il signor Baggins viene terribilmente spaventato da alcuni fuochi che vede fuori dalla finestra. Il tema della paura lo abbiamo già incontrato nel racconto di James Stephen La fanciullezza di Fionn, infatti Fionn non aveva paura nel buio poco prima di combattere il terribile Aillen. Questo lo si capisce quando dice :“Non può esserci paura dove c’è conoscenza”, infatti la paura non permette di conoscere una cosa.
Il nostro Gandalf è qualcuno che ci aiuta a far emergere la parte migliore di ognuno di noi. Perché accada questo però bisogna fidarsi e non stare a pensare in quali pericoli potremmo imbatterci. A me è capitato e adesso vi narrerò di un episodio in cui mi sono fidato e ho capito che ne è valsa la pena.
In prima elementare ebbi un incidente sugli sci. Su una pista molto semplice finii nella neve fresca e mi ruppi una gamba: urlavo di dolore, ma dopo aver messo il gesso ogni cosa sembrava essersi rimessa a posto. Sembrava che si fosse sistemato tutto, ma non era così, infatti promisi a me stesso di non salire mai più su un dannatissimo paio di sci. Fu così per un anno: io stavo a guardare i miei amici che sciavano, ma io rimanevo lì, indifferente; la parte migliore di me mi incitava a sciare, ma non c’era niente da fare, infatti la paura mi frenava ed essa era più forte, proprio come accadeva a Bilbo Baggins.
Il secondo anno mio padre si stufò di vedermi seduto e mi disse:“Avanti! Guarda che se cominci non ti fermi più!” Io non gli davo ascolto e mi convincevo che stavo facendo la cosa giusta, ogni minuto che passava diventava sempre più difficile convincermi perché io stesso potevo constatare che lì, sulla panchina, non mi stavo rompendo una gamba e questo mi rassicurava.
Mio padre allora,dopo quindici giorni, mi disse che mi sarei divertito un mondo a sciare. Mi aveva quasi convinto, ma mancava la ciliegina sulla torta: provare. Così provai a fare una semplice pista, la stessa di quando mi ero rotto la gamba. La eseguii perfettamente, senza mai cadere, allora capii che ero stato un vero stupido ad aver paura di sciare.
Quello che vi ho fatto è un grosso esempio, ma se ci si pensa questo genere di cose capita quotidianamente, anche se a volte non ce ne accorgiamo, come quando un compagno di classe ha timore di fare una domanda alla professoressa e i suoi amici lo incitano a farla.
Il nostro Gandalf quindi è quasi sempre vicino a noi e ci aiuta a non spaventarci per cose banali e a fare le scelte giuste.
Pietro Corbetta