Chi è veramente Long John Silver
Gli studenti di seconda media stanno leggendo "L’isola del tesoro " di R.L.Stevenson. Vi proponiamo il tema di una studentessa dal titolo: “Scrivi la lettera che Jim avrebbe potuto scrivere a sua madre per presentarle Long John Silver raccontandole il loro incontro, le impressioni, le perplessità, le aspettative suscitate”.
Cara mamma,
ti volevo parlare di Long John Silver.
Lo incontrai per la prima volta alla sua locanda "Il Cannocchiale ". Egli è infatti un cuoco e sarà lui a farci da cuoco di bordo durante la nostra traversata verso l'isola del tesoro.
Avevo appena finito di fare colazione che il conte mi consegnò un biglietto indirizzato a Long John Silver.
Allora mi avviai, felice dell'occasione di poter veder meglio marinai e bastimenti, verso la locanda.
Finalmente notai in lontananza un'insegna raffigurante un cannocchiale di ottone: ero arrivato.
Dall' interno venivano forti voci di marinai e io ebbi quasi timore di entrare. Ma proprio in quel momento uscì dalla stanza un uomo: era alto, robusto, dalla faccia larga come un prosciutto, scialba e volgare, solcata però da un intelligente sorriso. Ma la cosa che mi colpì di più fu la sua gamba sinistra, tagliata fin sotto l'anca, e la sua gruccia della quale si serviva con prodigiosa sveltezza. Che fosse il marinaio da una gamba sola che il Capitano aveva tanto temuto e che ogni notte tormentava i miei sogni? No, quell' uomo non aveva l'aspetto di un pirata, ma solo di un semplice locandiere felice del suo lavoro
Mi rianimai subito e mi avvicinai a lui consegnandogli il biglietto. Appena apprese che ero il mozzo mi strinse la mano nella sua solida presa.
Ma in quel momento un avventore si alzò e scappò via correndo come un fulmine, e io lo riconobbi: era Cane Nero.
Gridai di fermarlo perché era un pirata, ma a Long John importava solo il conto.
Mentre gli inseguitori erano fuori lui camminava su e giù per la stanza, e quando tornarono confessando che Cane Nero era riuscito a scappare, Silver mi disse che saremmo andati dal conte a dirgli che se il pirata era fuggito non era per colpa nostra.
Allora incominciò a farmi bei complimenti, a dirmi che ero un ragazzo d' oro e che se ne era accorto appena ero entrato nella locanda, e che l'avrei giustificato presso il conte.
Ma ad un tratto cominciò a ridere, e a ridere, tanto che io fui contagiato dalla sua ilarità e non potei fare a meno di mettermi a ridere anch' io.
Devi sapere, mamma, che dopo la comparsa di Cane Nero nella sua locanda, mi vennero dei dubbi su Long John, ma mentre andavamo dal conte e lui mi raccontava la storia di tutti i bastimenti che passavamo in rassegna, mi resi conto che in lui non avrei trovato un nemico, bensì il più prezioso compagno di bordo.
Arrivati dal conte, Long John raccontò tutta la storia con brio, ma anche con scrupolosa esattezza, chiedendomi di tanto in tanto conferma di quel che diceva, e dopo aver ricevuto i complimenti del conte si congedò.
Pensa, Long John Silver piace persino al dottor Livesey, che di solito non ha molta fiducia nelle scelte del conte!
Sì, bisogna ammetterlo,questo Long John Silver é proprio un brav'uomo e sono contento che sarà con noi durante quest’avventura.
Jim (Paola Sirtori)