Sulle orme di San Bernardo

Il 17 dicembre le classi prime hanno visitato l’Abbazia di Chiaravalle. La visita è stata guidata dagli studenti che nel primo trimestre hanno frequentato la “bottega dello storico”.
Ecco il commento di uno studente.


A scuola, alle otto in punto, tra gli alunni della prima media ferveva un insolita agitazione, e sicuramente io e i miei amici non facevamo eccezione. Biascicavamo qualche parola qua e là, ma per lo più restavamo zitti, animati dal presentimento che di lì a poco sarebbe successo qualcosa di incredibile, qualcosa che non riuscivamo neanche a immaginare. Quando l’autobus arrivò, ero proprio al limite della curiosità. Il viaggio fu breve e confortevole, e quando raggiungemmo la destinazione, tutti quanti eravamo ansiosi di scoprire i segreti del posto, le sue storie e le sue bellezze.

La nostra sete di sapere venne però saziata dal gruppo degli storici, che avevano a lungo studiato l’abbazia di Chiaravalle, e che erano felici di condividere con noi le notizie che avevano sul posto.
Molto ammirato, durante la visita, fu il chiostro, un piccolo giardino di forma quadrangolare, dove i monaci sono soliti passeggiare e pregare. Il posto emanava calma e tranquillità, e io, al vederlo, mi sentii sereno più che mai. Ad attirare la nostra attenzione furono anche i magnifici capitelli, le colonnine in laterizio, ma soprattutto l’affresco rappresentato sopra la porta d’ingresso, che rappresentava la Madonna e il bambin Gesù, insieme ai quattro santi cistercensi inginocchiati. Quest’ultimo mi colpì in particolare: in effetti i personaggi emanavano una maestosità e una imponenza enormi, che simboleggiavano quanto di più sacro c’è nella vita, e che nessuno, che sia furbo o malvagio, potrà mai domare.

Durante la visita provai una miriade di sensazioni; non riuscivo a capacitarmi, infatti,di camminare sullo stesso suolo che era stato calpestato da Bernardo, che aveva assistito alla vita del gran santo, nei momenti di felicità e in quelli di tristezza. Era come essere in una cupola, all’interno della quale il tempo non era mai trascorso, e i gloriosi giorni del Medioevo non erano ancora volti al termine. Il velo che separava il presente e il passato era praticamente inesistente e, nel silenzio in cui era avvolta l’abbazia, mi immaginavo Bernardo di fronte a me. Con lo sguardo ne percorrevo i lineamenti e, nell’oscurità la sua vita mi apparve, in tutta la sua arcana magnificenza.

Passando davanti al transetto, mi immaginavo i monaci che la sera, non ancora paghi delle loro fatiche, vanno a pregare nell’oratorio e, passando per la scalinata, si rivolgono all’affresco della Madonna e del bambin Gesù, ringraziando entrambi per le cose buone che gli avevano dato la forza di compiere.
Credo proprio che non dimenticherò mai le ore trascorse a Chiaravalle, durante le quali seguii le orme di uomini che, come Bernardo, riuscirono a portare la luce della grandezza, la luce di Dio in un mondo avvolto dalle tenebre.

Giorgio Maria Ramozzi

 

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7 Commenti

  • r ha scritto venerdì 14 gennaio 2011 alle 21.10

    è stato bellissimo

  • Fátima Guerreiro ha scritto sabato 22 gennaio 2011 alle 4.26

    Molto ben posizionato parole e sentimenti di conoscenze apprese dall'esperienza. Congratulazioni!

  • e.r. ha scritto sabato 22 gennaio 2011 alle 10.48


    il testo mi é piaciuto perchè tramette bene descrizione del luogo e sentimenti.

  • Micheline Krause ha scritto mercoledì 26 gennaio 2011 alle 2.53

    The best article ever, about the Abbazia di Chiaravalle. Its Author transmitted all his feelings and impressions throughout the lines. Awesome! Congrats.

  • arianna ha scritto mercoledì 16 febbraio 2011 alle 17.46

    veramente bello!!!!! <3

  • il misterioso anonimo ha scritto mercoledì 16 febbraio 2011 alle 21.49

    Bravo giorgiooo!
    Complimenti!

  • anonima++++ ha scritto giovedì 17 febbraio 2011 alle 16.58

    ki 6??????ti stimo!!

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