Dove c’è verità nasce bellezza
Un evento storico: papa Benedetto XVI a novembre consacra il Tempio della Sagrada Familia a Barcellona.
Noi ragazzi di terza media abbiamo voluto essere partecipi di questo avvenimento, condividendolo con i nostri professori e genitori.
Così, accompagnata dalle note di canti della tradizione italiana e spagnola preparati con il professore di musica, lunedì 20 Dicembre si è svolta una serata dal titolo Dove c’è verità nasce bellezza, nella quale abbiamo riflettuto su ciò che unisce la consacrazione di una Basilica minore all’avvenimento del Natale.
La serata è consistita in una rappresentazione nella cappella dell’istituto. Alcuni ragazzi hanno letto testi nati dal dialogo in classe o tratti da interviste, discorsi del Papa, di Gaudì, di Sotoo (il successore di Gaudì nella costruzione della Sagrada) o ancora brani di letteratura. I ragazzi di terza in coro, dal matroneo della cappella, con prontezza al segnale del professor Ardigò, attaccavano i canti polifonici. E intanto su uno schermo venivano proiettate immagini della Sagrada Familia.
“In realtà, questa cattedrale è anche un segno proprio per il nostro tempo. […]Trovo nella visione di Gaudí soprattutto tre elementi. Il primo, questa sintesi tra continuità e novità, tradizione e creatività […]
Secondo. Gaudí voleva questo trinomio: libro della Natura, libro della Scrittura, libro della Liturgia. […]
E, infine - terzo punto - questa cattedrale è nata da una devozione tipica dell’Ottocento: San Giuseppe, la Sacra Famiglia di Nazareth, il mistero di Nazareth.”
Queste le tre ragioni per interessarsi all’evento della consacrazione della Sagrada Familia, tratte da un’intervista rilasciata dal Papa, che hanno guidato i gruppi di lavoro, composti da studenti delle tre classi i quali hanno potuto scegliere di cosa occuparsi nella fase preparatoria dell’evento.
Una settimana intensa di lavoro in classe e a casa: c’è chi sceglie le immagini, chi rintraccia i testi e le frasi da inserire e chi monta tutto il materiale su un Power Point. Una volta approntato il copione, è stato sottoposto al giudizio e alla lettura della Preside.
Se il lavoro sui testi e sulle immagini è durato una settimana, la preparazione dei canti polifonici ha richiesto invece molto più tempo: da settimane ci preparavamo classe per classe, ma alla fine occorreva armonizzare il lavoro delle tre classi. Decidemmo così di fermarci a scuola anche il giovedì pomeriggio.
Lavoro non sprecato! Arriva il giorno della grande “prima” davanti a veri spettatori, in Cappella.
Scrosciano gli applausi, entriamo noi. Accade tutto molto in fretta, i lettori declamano, i filmati partono, i professori ci ordinano di tacere e il finale quasi sempre sbagliato di Gaudete, con stupore di tutti, va a meraviglia: genitori e professori sembrano entusiasti.
Il giorno successivo arriva la notizia in classe che l’indomani avremmo fatto la replica per i nostri amici di prima e seconda media.
Ora, a parte il gran successo dei canti e delle letture, questa serata a me personalmente ha aiutato molto a capire più a fondo il vero significato del Natale: accorgersi di Cristo presente oggi. E contemporaneamente mi ha introdotto e avviato verso argomenti degni di essere studiati e approfonditi: la consacrazione della Sagrada Familia e la sua rilevanza storica; l’opera di architetti del calibro di Gaudì e di scultori come Sotoo.
È impressionante accorgersi di come andando a fondo di un fatto, se ne abbracciano altri mille e tutto prende significato.
Marta Brocca