Basement Tango - oltre le apparenze

1 Ottobre 2011
Spesso mi hanno detto che l’arte è l’espressione di se stessi. Attraverso di essa si possono esprimere sentimenti e pensieri. È vero! Ma io non me ne ero mai accorta davvero finché, con la scuola, non siamo andati a visitare il Mart di Rovereto. In verità ci ero già stata, ma la differenza tra questa visita e quella di qualche anno fa è stata che, passando davanti a delle tele tagliate, invece di pensare: “Infondo che ci vuole? Sono capace anch’io di fare dei tagli su una tela!” questa volta mi sono chiesta: “Perché questo artista ha tagliato una tela? E perché delle persone l’hanno comprata, probabilmente pagandola molto, e l’hanno esposta?” A risolvere le mie perplessità è stato un mio professore: “Fontana,” ha detto il mio professore, “l’autore di questi quadri, voleva uscire dalla bidimensionalità della tela, voleva che questa diventasse tridimensionale. Non importa quanto ha impiegato a fare questo quadro ma l’idea che ci sta dietro.”
Colpita da questa rivelazione ho continuato con lui la visita finché non ci siamo ritrovati davanti ad un quadro molto particolare.Il mio professore miha chiesto: “Qual è l’impressione che ti dà questo quadro?” fissavo il quadro marrone ruggine… “Se tu fossi in un sogno, che sogno sarebbe?”. Molte cinghie laceravano la tela, la ferivano, e poi come bende sporche la stringevano senza pietà. Ad un tratto ho capito. Ogni volta che avevo osservato dei quadri mi ero sempre fermata alla forma delle immagini a quanto fossero realistiche, alla stesura del colore, alla prospettiva. Non mi piacevano i quadri tagliati perché mi sembrava non rappresentassero niente. Il quadro che avevo davanti, senza avere nemmeno un disegno, riusciva ad esprimere dolore, angoscia, frustrazione.
Mi sono resa conto di essere davanti a qualcosa di geniale. L’immagine che avevo di fronte era così espressiva che mi sembrava quasi di provare le sensazioni e i sentimenti già descritti.
Il quadro si chiama “Basement Tango” che tradotto letteralmente vuol dire “Scantinato Tango”,un titolo enigmatico. È un’opera realizzata nel 1963 da Salvatore Scarpitta(nato nel 1919) e tutt’ora in vita. La tecnica usata è fasce, cinghie e tecnica mista, il quadro misura cm 205 x 185.
Anna Mangone

 

  • Pubblicata: 05 ottobre 2011 in Artistico
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