Gita a Roma delle seconde
Attesa e profezia nel mondo pagano e l’evento cristiano
Con un brusco risveglio è iniziata la famigerata gita a Roma, alle 7.15 in stazione Centrale.
Dopo cinque estenuanti ore in treno, occupate da lezioni di poker e canti corali, siamo giunti alla prima tappa: Ostia.
L’antica città, sorta presso la bocca del Tevere, appare ancora quasi completamente intatta e non troppo lontana dal nostro modo di vivere. Particolarmente affascinanti sono state le terme e il
termopolium, una sorta da “take away” del tempo, dotato tuttora di bancone di marmo.
Passata una notte a Roma, ben poco ristoratrice, siamo ripartiti alla volta del Pantheon, impressionante e smisurato nella sua cupola, mai più eguagliata.
Siamo poi saliti sul Colle Palatino, da cui abbiamo potuto contemplare il Foro Romano. Dopo aver capito la struttura della sua planimetria, siamo scesi dal colle e ci siamo immersi nell’antico centro della vita romana; per poi girare tra i tanto rinomati Fori Imperiali e salire sul ricchissimo Colle Palatino.
Consumato un veloce panzetto è giunta l’ora del Colosseo, il maestoso e imponente Anfiteatro Flavio indubbiamente commovente per la sua storia di stragi e uccisioni efferate.
La seconda giornata è continuata con la visita a San Clemente, emblema del passaggio da paganesimo a cristianesimo. Dalle profondità del Mitreo, ai muri massicci della basilica paleocristiana, fino alla splendente mosaico dorato presente nella Basilica attuale, che rende manifesto che la realtà tutta nasce da Cristo.
Così, dopo una veloce visita della 2a A alla solenne e grandiosa Santa Maria Maggiore, ci siamo diretti in albergo per terminare la giornata con dei divertenti giochi.
Per concludere la gita, le due classi hanno seguito itinerari differenti; la 2a A si è diretta alle Catacombe di San Callisto, mentre la 2a B alle Grotte Vaticane.
Guidati da un pittoresco e folkloristico personaggio, la 2a A si è fatta largo negli stretti cunicoli delle tombe dei primi cristiani, tra i segni criptici e le nicchie nelle pareti dove i defunti erano posti a riposare.
È proprio vero ciò che ha detto Papa Giovanni Paolo II in un suo discorso su questi cimiteri sotterranei: “Visitando le catacombe romane, si viene a contatto con suggestive tracce del Cristianesimo dei primi secoli e si può, per così dire, toccare con mano la fede che animava quelle antiche Comunità cristiane”.
La 2a B, invece, si è districata fra gli angusti corridoi dell’antico cimitero pagano, per giungere, infine, alla tomba di San Pietro, presso la quale molti cristiani hanno desiderato avere il loro sepolcro e su cui è stata fondata la Sua chiesa.
“Come non commuoversi dinanzi alle vestigia, umili, ma così eloquenti, di questi primi testimoni della fede?”, Giovanni Paolo II.
E, dunque, come non rimanere edificati alla vista di tutte queste cose?
- Pubblicata: 25 aprile 2004 in Scientifico
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