Viaggio a Parigi: IV scientifico 2000-2001
Ogni anno, per la classe quarta del Liceo scientifico è prevista una gita in una città estera. L’anno scorso, così come il precedente, la scelta era caduta su Parigi; siccome l’esperienza di questo viaggio è stata particolarmente significativa, abbiamo deciso di raccontarvi brevemente quello che abbiamo visto.
Accompagnati dai professori di fisica, professoressa Capocelli, e di storia dell’arte, professor Olgiati, insieme agli alunni di terza Liceo classico, siamo partiti la sera del 26 marzo, per tornare poi il 31 dello stesso mese. Giunti nella capitale della cultura d’oltralpe, lasciati i bagagli in albergo, abbiamo cominciato il nostro viaggio. Questa breve relazione non ha lo scopo di illustrare nel particolare tutto quello che abbiamo visto od ogni nostro singolo spostamento, vuole soltanto essere lo schema di un percorso che abbiamo seguito, per capire di più la nostra cultura, a confronto con quella.
Il percorso prevedeva, per il primo giorno, una visione di Parigi dall’Università medievale all’Assolutismo dello stato nazionale, cioè un passaggio dalla cultura cristiana cattolica, con la visita alla cattedrale di Notre-Dame, alla Sainte Chapelle e all’università della Sorbonne, ad un travagliato periodo barocco, con la visita a Place Vendôme e a Saint Roch, che porta piano piano ad una progressiva laicizzazione della cultura, come si vede nel Pantheon, ex chiesa dedicata a santa Genoveffa, per ritornare infine ad opere umanitarie quali l’Hotel des Invalides e l’église du Dome, che rispingono l’uomo verso un rapporto con il sacro che sembra inestirpabile, come si vede nelle chiese del Sacré-Coeur e di Montmartre.
Il secondo giorno, Parigi è stata studiata sotto un altro punto di vista, nel suo rapporto tra arte e scienza. Cosa meglio del Mousée du Louvre poteva mostrare quanto la capitale della Francia fosse una vera e propria calamita per artisti e scienziati di tutta Europa? Forse solo il Centre Pompidou che però, essendo il simbolo della modernità, è stato utilizzato per un’analisi di un altro periodo storico, quello appunto dall’Ottocento al Novecento. Il periodo che viene preso in esame col Louvre si presenta invece molto più vasto: otto secoli di storia. Questo non solo perché fu iniziato nel XII secolo e continuamente ristrutturato e sottoposto a modifiche fino al giorno d’oggi; ma anche perché rappresenta il luogo dove i progetti e i sogni dei re si sono espressi, e a volte realizzati.
Il terzo giorno il programma prevedeva la visita alla reggia di Versailles, la città dei re, il simbolo della monarchia assoluta. All’interno della reggia si poteva ammirare con straordinaria chiarezza il significato della monarchia assoluta: la divinizzazione del re, come si vede soprattutto dagli affreschi, e il suo continuo manifestarsi alle persone che avevano il privilegio di stare nella reggia, e dovevano essere molte, a giudicare dalle dimensioni. Funzione non diversa è quella dei giardini che, in quanto cornice del castello, servono ad aumentare lo splendore e la magnificenza del sovrano.
E infine la
quarta e ultima giornata, che prevedeva un’analisi di Parigi sotto il suo aspetto moderno, del periodo cioè, come già accennato prima, tra Ottocento e Novecento, in cui la capitale francese si trova ad essere il crocevia della modernità. Per capire a fondo cosa è stata questa città e in generale per capire la cultura occidentale moderna, abbiamo visitato la Gare d’Orsay e il Musee d’Orsay, al suo interno, Les Halles, il Centre Pompidou e la Tour Eiffel, vero simbolo della modernità.
Con la visita serale a quest’ultimo monumento, si concludeva anche il nostro viaggio e, dopo aver ritirato i nostri bagagli, si riprendeva il treno verso casa, un po’ più stanchi, un po’ più ricchi.
L. M.
- Pubblicata: 04 marzo 2002 in Scientifico
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